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F-SECURE – 2020: ECCO COME GLI HACKER HANNO APPROFITTATO DEL COVID-19


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“IN QUESTO PODCAST, REALIZZATO CON RADIO IT, F-SECURE PRESENTA IL REPORT SUGLI ATTACCHI NEI PRIMI SEI MESI DEL 2020

 

7 OTTOBRE 2020 – “Coronavirus: Informazioni importanti su precauzioni”. Così è scritto nell’oggetto di mail ricevute da tanti, tantissimi utenti. E allora, prova a immaginare: è Marzo, l’Italia è in lockdown da qualche settimana, le notizie riguardano solo la diffusione della pandemia. Si parla di terapie intensive al collasso, di sempre più vittime, in tv passano le immagini della fila di camion dell’esercito che trasportano le bare dei morti di Bergamo, città tra le più colpite al mondo dalla Covid-19. Insomma, un paese intero è sotto choc. Ed è solo l’inizio, perché il contagio – come ormai tristemente sappiamo – metterà in quarantena il pianeta. 

In un’Italia – ma vale per la Spagna, per gli Stati Uniti, per qualsiasi altro paese al mondo – dicevo, in un’Italia impotente quel semplice oggetto di una mail – “Coronavirus: Informazioni importanti su precauzioni” – diventa una speranza. L’emotività è alle stelle, ha gioco facile sulla ragione e sulla prudenza. E così, quell’oggetto cattura l’utente. Nelle informazioni importanti, magari, c’è scritto qualcosa sull’uso delle mascherine, o sui prodotti più utili per disinfettare mani e superfici. 

2020, un anno difficile da dimenticare

E’ stato raccontato spesso, sia qui su Radio F-Secure sia in generale su Radio IT. Quanto hai appena ascoltato è la modalità con la quale i criminali informatici hanno agito nei mesi in cui tutti siamo stati costretti a casa, e a comunicare e lavorare attraverso vie digitali. Ti ho raccontato come quel metodo si chiami phishing – è ovvio: l’hacker va a pesca di vittime, e l’esca è la mail – e tra Marzo e Aprile quel metodo è cresciuto più che in altri momenti.

Ce lo racconta il report “Attack Landscape H1 2020”, rilasciato da F-Secure con la panoramica sugli attacchi sferrati nel primo semestre di un anno che, purtroppo, non dimenticheremo facilmente. Tra le ricadute della pandemia, infatti, c’è l’aver rimodellato, quasi rivoluzionato, il modo in cui operano le società e le istituzioni e, di conseguenza, il modo in cui le persone e le aziende utilizzano la tecnologia.

2020

2020, l’impennata del phishing

Ma torniamo alle mail. Dal report emerge che venivano mandate per indurre i destinatari ad acquistare mascherine da fonti fraudolente – con tutti i rischi del caso per i dati bancari: carte di credito, Iban – oppure per diffondere malware attraverso l’apertura di allegati malevoli. Il 75% di essi conteneva infostealer. Come si intuisce da una traduzione letterale, un ladro di informazione, cioè un malware che ruba password e altri dati sensibili dai computer.

E poi nel podcast sentirai…

… quali altri tipi di attacco sono stati sferrati e quali sono i brand più coinvolti.

Buon ascolto! 

 

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