fbpx

LOGICOM/KINGSTON – COME TI SENTIRESTI SE PERDESSI I TUOI DATI PERSONALI?

Contenuto sponsorizzato

Facebooktwitterlinkedintumblrmail
VUOI RICEVERE VIA E-MAIL I PROSSIMI CONTENUTI DI RADIO IT?
mail Iscriviti alla nostra newsletter

In questo podcast, realizzato in collaborazione con Logicom, si parla di dati. Radio IT ha fatto una lunga e interessante chiacchierata con Fabio Cislaghi, Business Development Manager di Kingston, rilevando come ci sia estrema attenzione a quelli relativi alle aziende e, al contrario, sia quasi del tutto trascurato l’ambito dei dati personali.

Ma proviamo a immaginare: come vi sentireste se perdeste le foto del vostro archivio, o la vostra musica preferita (o come vi siete sentiti quando è successo)?

Dati: massima protezione agli aziendali, zero ai personali

Ciao, Fabio!
Ciao Igor, e buongiorno a tutti.

Perché proteggiamo i nostri dati?
Questa è proprio la domanda di base. Perché lo facciamo, e quali dati proteggiamo. Pensiamo al GDPR, che ci ha insegnato che i dati sono importanti, sensibili, privati, e la loro perdita comporta dei rischi e multe salate, per noi e per le aziende. L’attenzione del Regolamento, però, è sui dati aziendali, tra i quali figurano i dati sensibili dei clienti, e se li perdo è un problema: che cosa può farne chi li trova? C’è quindi anche un risvolto criminale.

Ma tutti noi abbiamo una mole di dati personali: foto, video, bollette, contratti. E spesso li portiamo con noi, in una chiavetta. Ecco, basta un niente, basta che una foto finisca nell’etere alla mercé di chiunque e noi subiamo un danno, materiale e morale. Questi dati non sono meno importanti degli aziendali, e il GDPR dice di proteggerli. Ma noi lo facciamo? Quando siamo a casa, o in giro, li proteggiamo adeguatamente? Questo è un punto essenziale, che va compreso; e successivamente mi devo chiedere: come posso farlo?

dati

Dati: un patrimonio di emozioni

Da quanto dici, capisco che per quanto riguarda i dati si dà molta attenzione al valore economico e ben poca a quello emozionale. E’ così?
Sì. Uno pensa al dato aziendale, legge il GDPR e vede che la perdita ha un costo, e ciò finisce per determinare un valore monetario. Ma il discorso è più sottile: non si perde solo un valore economico, ma il lavoro realizzato per produrre quel dato. Penso al progetto di un’auto nuova, di un edificio: c’è dietro lavoro, tempo, sudore, studio. Quando li perdo e qualcuno ne viene in possesso, e ne fa un utilizzo scorretto, come mi sento?

E poi, ancora, penso all’ambito privato: come mi sento se perdo le foto delle vacanze? Qui non do un valore monetario perché non perdo soldi; però, ho perso un momento di vita e vivo un’emozione negativa, in particolare se poi vedo quelle foto o quei video diffusi sui social per scherzo, per gioco o con un intento malevolo. Insomma, dietro la perdita di un dato c’è una sfera emozionale che subisce uno stress. Proteggerli vuol dire proteggere anche il nostro benessere psicofisico. 

E poi nel podcast sentirai…

considerazioni sul GDPR, sugli scenari di vita comune nei quali avvengono le perdite dei dati, su quanti dispositivi personali vengano ritrovati nei taxi (in particolare a Londra) ogni anno.
E scoprirai le soluzioni pratiche per aiutarti a proteggere i tuoi dati nella vita di tutti i giorni, sia professionale che aziendale.

Buon ascolto! 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Vuoi rimanere aggiornato via e-mail?

Se inserisci nome ed e-mail in questi form,  riceverai direttamente nella tua casella i nuovi contenuti che caricheremo in RADIO IT.
Cliccando su “Invia” dichiari di aver letto e accettato l’Informativa Privacy.

Iscriviti ai canali podcast di RADIO IT