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INTERVISTA A GIORGIO MINGUZZI – MERITA.BIZ

 

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Il protagonista di oggi è un personaggio di quelli che, se ci parli al telefono 10 minuti, impari di più sul podcasting che leggere un saggio di duecento pagine. Lui è però più di un podcaster; lui è Giorgio Minguzzi.

Ciao Giorgio, come stai?
Ciao a tutti. Sto benissimo, grazie.

Prima del podcast, la “mattonella”

A un certo punto della tua vita, colpo di scena: hai meno di sedici e acquisti un prodotto che ti cambia la vita. Cos’era?
Avevo otto anni, e mio zio mi regala un microscopio per la prima comunione. Ma quando lo tira fuori dalla macchina io vedo la radio, e gli dico: “Non è che ti tieni questo e mi dai quella?”. Lui la svita e me la dà. Solo che fino ai sedici anni non ho potuto fare quel che avevo in mente: in Italia se non avevi quell’età non potevi fare il radioamatore. Questa è la mia passione: roba vintage, roba che adesso annoia ma che allora era figa!

Talmente figa che anche io a 18 anni ho acquistato una cosiddetta “mattonella” per fare il radioamatore: il mio nick era Armando.
Il mio era IZ4AKS, cioè quello rilasciato dal ministero ed è il nome della mia stazione. Per i radioamatori è come un nome di battesimo. Meno poetico di Armando, però.

Il mio periodo è stato breve, viaggiavo con l’antennona per la mattonella sull’Alfa 33, sembravo la Digos. Poi mi è venuta l’insana idea di occuparmi di marketing. Cosa che, vedo, è successa anche a te, e allora: cosa c’entra il marketing con un radioamatore?
Penso nasca da una predisposizione alla comunicazione, che poi trova la propria strada a seconda di quanto ci accade. Io ho cominciato a fare marketing in un’azienda IT e ho continuato a farlo perché mi veniva bene.

 

Arriva Improovo (anche per chi fa podcast)

Anche io l’ho fatto, poi nel 2009 ho aperto la mia agenzia di marketing. Tu invece, nel 2016 fondi Improovo: cos’è?
Una piattaforma di crowdsourcing per l’incontro tra domanda e offerta nella formazione aziendale. Quel mondo usava il catalogo corsi, la lista della spesa. Noi abbiamo rovesciato il metodo: immettiamo una domanda di formazione e i formatori rispondono con le loro offerte. Non c’è catalogo, questa è la caratteristica della nostra startup, che ho fondato con i miei soci Germano e Maurizio.

In Improovo ci sono 148 formatori di marketing. Se chi ci ascolta deve scegliere un solo corso, quale consigli per il 2020?
Dipende dalle esigenze. Oggi mi occuperei di lead generation B2B, c’è spazio e c’è un potenziale che le aziende italiane non sfruttano. Ricorrono ai vecchi sistemi del commerciale che gira, porta gente al ristorante ma conclude poco. E se non vendi devi tuo malgrado ristrutturare. Quando le aziende assumono un commerciale, in realtà vogliono le vendite, e in questo ambito la classe media commerciale italiana può davvero fare un balzo in avanti.

Ma tu, da studente, quale corso vorresti fare nei prossimi sei mesi?
Corsi tecnici. Vorrei lavorare meglio con la suite Adobe, fare più grafica, e mi piacerebbe usare la tavoletta per disegnare con il pc

A me piacerebbe imparare a fare il podcaster, o a farlo meglio di come lo faccio ora. Ci sono corsi, o ci saranno in futuro?
Abbiamo dei formatori in materia, Improovo è pronta per chi ha questa esigenza.

podcast

Podcast di viaggio o podcast per le aziende?

Tu come radioamatore hai visitato 42 paesi nel mondo. Me ne consigli tre?
Un’isola dell’arcipelago di Mauritius, Rodrigues, per la popolazione, le spiagge e il trekking. Ci ho lasciato il cuore. La popolazione è buona e interessata a conoscere i turisti. Poi il  Medio Oriente e la terra Santa, quindi Palestina e Israele, luogo tra i più interessanti sul piano culturale. Infine i paesi asiatici: i voli non costano tanto, in Asia si sta bene e sono luoghi di cultura. Andrei in Birmania

Hai mai pensato di scrivere un libro o di fare un podcast per le tappe nel mondo per i radioamatori? Sarebbe verticalissimo!
Ho già dato! Per 10 anni ho gestito la redazione online per un giornalino radioamatori. Ho imparato moltissimo, ma è un hobby in via di estinzione, non ci sono margini per fare cose professionali, e se devo stare davanti a pc allora preferisco stare davanti alla radio.

Quindi non ci hai pensato, ma intanto hai pensato di fondare Merita: cos’è?
Sai, avendo due figlie detengo già una quota cospicuo del debito pubblico, e allora mi sono ingegnato per portare a casa il pane con il marketing: se prima lo compravo, da dipendente, oggi lo vendo. E con un podcast: dovendo vendere miei servizi, ho cercato un modo di promozione non praticato da tutti. Ho provato YouTube ma era pieno; avevo lì i miei microfoni e così ho provato con il podcast, visto che non lo faceva nessuno. E sono stato fortunato: sei, sette mesi dopo l’inizio la curva ha cominciato a salire e il podcast a crescere. Sono arrivato al momento giusto, con una buona dose di fortuna e così ho approfittato di una crescita organica a costo zero. 

Quanto pensi sia importante per aziende e professionisti, a partire dal 2020, avere un canale podcast nel programma multicanale di marketing?
Tanto, e per un motivo: su tutti gli altri canali ci contendiamo attenzione clienti, mentre sul podcast è più semplice creare un rapporto personale con loro. Se vai su YouTube e digiti qualcosa di lavoro, nei correlati ti ritrovi magari musica classica o Puff Daddy: sono le cose che ti sono piaciute, e magari sei tentato di andare lì. Quando invece fai 8 click per arrivare a far partire il podcast, che è sul tuo braccio mentre corri o peli le patate, hai un’estrema difficoltà a cambiare canale e programma. Quasi tutti arrivano alla fine. E parlandogli nelle orecchie, a loro sembra di diventare tuo amico…

Nell’intervista, Giorgio Minguzzi ha affrontato altri temi importanti sul podcast come strumento di marketing.
Quali? Scoprilo proprio nel podcast in cima a questa pagina.
Buon ascolto! 

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