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OPEN SOURCE – PERCHÉ HO DETTO NO A MICROSOFT E MAC, E HO SCELTO LINUX

 

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Ciao, sono Italo Vignoli e questo è il terzo episodio della mia rubrica dedicata al software Open Source. Oggi parlerò un po’ della mia storia di utente, e dei motivi che mi hanno spinto a passare al sistema operativo Linux, e ad abbandonare completamente Windows e quasi completamente macOS. Una scelta completamente diversa rispetto alla maggior parte degli utenti, soprattutto di quelli con un background umanistico come il mio.

Linux: una nicchia di “leoni”

Oggi infatti gli utenti Linux sono solo il 2%, contro un 80% di utenti Microsoft Windows e un 15% di utenti Apple MacOS. Parliamo di utenti desktop, ovvero di persone che usano il personal computer per le proprie esigenze di produttività: scrivere, far di conto, disegnare, presentare, e così via.

Percentuali che se fossero legate alle leggi di mercato, direbbero che Windows è largamente migliore di MacOS e Linux, e non l’esatto contrario. Infatti, quando la scelta è fatta dai tecnici per i server – i computer su cui sono installati gli elementi dell’infrastruttura internet – e che tutti gli utenti utilizzano in modo indiretto per la posta elettronica e le applicazioni web, i siti internet la condivisione delle immagini lo streaming video e audio, la situazione è completamente diversa. 

In questo caso Linux fa la parte del leone, con una percentuale del 75%. Google, Amazon, Facebook e Instagram, Twitter e potrei continuare con un elenco quasi infinito di servizi web e organizzazioni, utilizzano solo o quasi solo Linux. Persino Microsoft utilizza i server Linux per Azure. 

Linux

Linux: il mercato non dice la verità

Guardando al mercato, sembra proprio che Linux venga scelto quando c’è bisogno di funzionalità avanzate di robustezza e sicurezza, e Windows e MacOS quando si presuppone che l’utente non abbia nessun tipo di competenza tecnica. Come se robustezza e sicurezza non fossero importanti per tutti, e malware e virus non esistessero. 

Ma se la prima affermazione è vera, la seconda purtroppo è figlia di una scelta miope e scellerata fatta da chi ha preferito lasciare gli utenti nelle mani di Microsoft, invece di pensare alla crescita della cultura digitale; soluzione più complessa e costosa che avrebbe portato gli utenti a un maggiore livello di autonomia di scelta così come avviene in qualsiasi tipo di libero mercato.

Linux: l’alternativa

Ed è proprio la scarsa autonomia concessa agli utenti, sia dal sistema sia dalle organizzazioni che hanno accettato supinamente un monopolio di fatto che impone un sistema operativo scarso come Windows e delle soluzioni applicative molto costose in proporzione alle loro caratteristiche, che mi hanno spinto a cercare un’alternativa che ho trovato prima con MacOS e poi con Linux.

Infatti pur partendo da un background umanistico, visto che ho conseguito la laurea in Lettere nel 1978 e avendo incontrato quasi per caso il personal computer nel 1982, quando sono stato assunto da una grande azienda di information technology per occuparmi…

 

E poi nel podcast sentirai…

… una storia affascinante, quella di un utente che sceglie di andare controcorrente e di abbracciare un mondo tecnologico sconosciuto ma ricco di opportunità.

Buon ascolto! 

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