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F-SECURE – SONO IN ARRIVO FLOTTE DI AGENTI D’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CONTRO IL CYBERCRIME? 

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QUESTO PODCAST È REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON F-SECURE.
E CI FA RAGIONARE SU ALTRE OPZIONI DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE E CAPIRE SE SONO IN ARRIVO DELLE FLOTTE DI AGENTI A.I. CONTRO IL CYBERCRIME (scoprilo alla fine del podcast…)

La risposta di F-Secure a quella domanda è in due parole: Project Blackfin. Ma prima di vedere cos’è, fermiamoci un secondo a riflettere, pensando all’iconografia dell’intelligenza artificiale. Come viene rappresentata? Di solito, in forma di robot umanoide.

E infatti, se dovessimo chiedere nostra madre cosa le venga in mente quando pensa all’AI, a meno che lei non sia una scienziata o una studiosa del tema, ci risponderebbe proprio quello: un robot (certo, qualche mamma potrebbe anche risponderci “Cosa diavolo è l’AI?”, ma teniamo da parte questa opzione per altri momenti di riflessione).

Insomma, l’immagine più ricorrente dell’intelligenza artificiale richiama connotati umani. Quando parliamo di machine learning o di deep learning, parliamo in effetti di computer che imparano come uomini, su un combinato di istruzioni e di esperienza. Learning, è la parola chiave in questo contesto.

Ma è solo quella? Perché invece non parlare anche di “collaborazione”? 

Project Blackfin e l’intelligenza collettiva

E’ qui il punto da cui F-Secure è partita per arrivare alla risposta cui abbiamo accennato all’inizio del nostro podcast: Project Blackfin. Si tratta di un nuovo progetto di ricerca elaborato per sviluppare meccanismi di intelligenza artificiale decentralizzati, che la stessa azienda utilizza già nelle proprie tecnologie di rilevazione e risposta contro gli attacchi informatici. 

Project Blackfin, nello specifico, mira a sfruttare tecniche di intelligenza collettiva – per esempio la swarm intelligence, o intelligenza dello sciame: l’obiettivo è creare agenti di intelligenza artificiale autonomi e adattivi, che collaborino tra loro in vista di obiettivi comuni.

Project Blackfin parte, in buona sostanza, da quello che in F-Secure giudicano un presupposto non corretto, e che però è ormai ciò che i latini definirebbero communis opininio: l’intelligenza artificiale “avanzata” dovrebbe imitare l’intelligenza umana.

Lasciamo la parola per qualche secondo a Matti Aksela, capo del Centro di Eccellenza dell’Intelligenza Artificiale di F-Secure:  

Le aspettative delle persone per cui l’intelligenza “avanzata” della macchina semplicemente imiterebbe l’intelligenza umana sta limitando la nostra comprensione di ciò che l’IA può e dovrebbe fare. Invece di costruire l’intelligenza artificiale perché funzioni come se fosse umana, possiamo e dovremmo esplorare modi per sbloccare il potenziale davvero unico dell’intelligenza delle macchine e scoprire come questa possa aumentare ciò che fanno gli esseri umani. Abbiamo creato il Project Blackfin per arrivare a raggiungere il prossimo livello di comprensione di ciò che l’IA può fare e ottenere”.

Project Blackfin

Project Blackfin, il lavoro del team di F-Secure

Il team di Aksela è interdisciplinare, ed è composto da ricercatori nell’intelligenza artificiale e nella cybersecurity, da matematici e data scientist, da esperti di machine learning e da ingegneri. La loro fonte di ispirazione sono i modelli di comportamento collettivo presenti in natura, mentre l’obiettivo del team è utilizzare tecniche di intelligenza collettiva – la già citata  swarm intelligence, quella delle colonie di formiche o dei banchi di pesci.

Da lì nascono agenti intelligenti che andranno a funzionare sui singoli host. Invece di ricevere istruzioni da un unico modello centralizzato di intelligenza artificiale, questi agenti sarebbero abbastanza – appunto – intelligenti e potenti da riuscire a comunicare e lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. Per Aksela, in questo modo nascerà una colonia di veloci Intelligenze Artificiali locali che si adattano al loro ambiente mentre lavorano insieme, al posto  di una grande Intelligenza Artificiale che prende decisioni per tutti.

L’approccio collaborativo fa sì che gli agenti imparino a proteggere i sistemi in base a ciò che osservano dai loro host e reti locali, e siano ulteriormente potenziati dalle osservazioni e dai comportamenti emergenti appresi in altre diverse organizzazioni e settori. 

Gli agenti locali possono fruire della visibilità e degli insight di una vasta rete di informazioni, senza che venga richiesto loro di condividere set di dati completi. Ciò non solo aiuta ad aumentare le prestazioni degli asset IT di un’organizzazione risparmiando risorse, ma aiuta anche le organizzazioni stesse a evitare di condividere informazioni riservate e potenzialmente sensibili tramite il cloud o la telemetria del prodotto.

Project Blackfin: oltre la cybersecurity

F-Secure ha rilasciato la prima generazione della tecnologia basata su Project Blackfin nella soluzione Rapid Detection and Response (RDR). Ma le potenziali applicazioni di Project Blackfin vanno oltre il settore della sicurezza informatica.

Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure, prevede infatti quanto segue: “Guardando oltre il rilevamento di violazioni e attacchi, possiamo immaginare queste flotte di agenti di intelligenza artificiale che monitorano lo stato generale, l’efficienza e l’utilità delle reti di computer, o persino di sistemi come reti elettriche o auto a guida autonoma. Soprattutto, penso che questa ricerca possa aiutarci a vedere l’IA come qualcosa di più di una semplice minaccia per il nostro lavoro e la nostra sussistenza”.

 

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