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INTERVISTA A FRANCESCO BASCHIERI – SPREAKER

 

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Siamo con un’autorità nel mondo dei podcast: Francesco Baschieri, presidente di Voxnest e cofondatore di Spreaker. Con lui abbiamo parlato di un importante accordo tra Spreaker e StreetLib, del presente e del futuro dei podcast, di come farli in modo efficace. E abbiamo parlato anche di baseball!

Ciao, Francesco
Ciao a tutti, grazie per avermi qui con voi.

Grazie a te.

L’accordo tra Spreaker e StreetLib


Prima di parlare di questo importante accordo partirei però dalle basi, perché c’è un po’ di confusione sulla differenza tra podcast e gli audiolibri: esattamente, in cosa consiste questa differenza?

Ti do il mio punto di vista: un audi libro è un prodotto che nasce prima in forma scritta, come appunto un libro che poi vieneeletto in formato audio e raccontato un po’ come quando, da piccoli, i genitori ci leggevano le fiabe a letto. Il podcast invece è tipicamente un prodotto che nasce con l’idea di essere ascoltato in primis. Questa è la sostanziale differenza.

In cosa consiste l’accordo con StreetLib? E quali vantaggi porta a entrambi?

Partiamo dalla considerazione, molto semplice, che i lettori sono anche ascoltatori e viceversa. Ciò fa sì che in realtà ci sia un’opportunità per i clienti di entrambe le piattaforme. I nostri clienti sono inoltre i produttori di contenuti nel mondo di oggi. Se sei un produttore di un contenuto non puoi limitarti a una singola piattaforma ma devi avere il tuo brand su tutte le piattaforme possibili. In questo momento l’audio sta crescendo tanto, soprattutto nel mercato globale.

E in Italia?
Per quanto stiano accadendo un sacco di cose, siamo solo all’inizio. Per alcuni mercati, tipicamente al di fuori degli Stati Uniti, uno dei problemi è che ancora mancano i contenuti; chi, meglio di un autore, può avere dei contenuti da proporre nella forma di podcast? Da qui è nato l’accordo con StreetLib.


Il ruolo dei podcast secondo la voce di Spreaker


Che ruolo avranno i podcast nello scenario futuro dei media, in Italia e nel mondo?

Il dato che tutti vediamo la sua crescita in tutto il mondo, in questo momento addirittura più che negli Stati Uniti. E tutti vediamo che il podcast ha delle peculiarità. L’audio in generale è un prodotto consumato in tante situazioni in cui non è possibile fruire di altri contenuti: in automobile, sui mezzi pubblici, in palestra. Noi vediamo che c’è sempre più gente interessata a consumare podcast per motivi diversi: per informarsi, per intrattenersi o per rimanere in contatto con una community.

Quindi è indubbio che questo tipo di formato si sta creando uno spazio sempre più grande, e non andrà via. Quanto poi diventerà grande è la scommessa che tutti stiamo facendo. Da una parte c’è l’ovvio confronto con il mercato radiofonico, che comunque tiene rispetto agli altri media, in difficoltà con l’avvento del digitale. Un altra ovvia considerazione si basa su quello che è successo alla televisione con l’avvento di Netflix, quindi quanto l’on demand incida nel comportamento dei consumatori.

Spreaker


Spreaker 2010 – 2019: cosa è cambiato?


Spreaker è stata fondata nel 2010: cosa è cambiato in questi nove anni nel mondo del podcasting?

Dal punto di vista della percezione,quasi tutto. Andate su Google Trends, inserite podcast nella barra di ricerca e vedete il grafico che ne esce: salta immediatamente all’occhio che c’è un picco grandissimo di interesse attorno al 2005 – 2006. Poi l’interesse è scemato, ha raggiunto il minimo storico a cavallo tra il 2010 e il 2011 ed è quello il momento in cui abbiamo lanciato Spreaker. Un momento di flessione, ma ci siamo detti “se il prodotto funziona, tornerà a crescere e diventerà più grande di quanto fosse prima”. Infatti il grafico dice che dal 2010 al 2019 c’è un costante incremento anno su anno, e infatti oggi il podcast è molto più diffuso che al suo esordio. Certo, perché ci abbia messo così tanto tempo è un grande mistero.

Noi, non l’ho mai capito. La mia ipotesi è che sia sia semplicemente dovuto a un insieme di fattori che rendono oggi molto molto più semplice scoprirlo. Dieci anni fa ascoltare un podcast era macchinoso, bisognava sincronizzarsi con un software che doveva essere installato sul laptop o sul pc per scaricare il contenuto. Il primo evento scatenante per la crescita è stato la decisione di Apple di rilasciare un’app dedicata al mondo dei podcast e preinstallarla su iPhone: era il 2014, è accaduto con l’uscita di iOS 8. Le persone hanno visto l’icona, hanno cliccato e ci hanno trovato un sacco di contenuti interessanti.

Nell’intervista, Francesco Baschieri ha affrontato altri temi importanti sul futuro del podcast, e ha parlato anche della propria grande passione per il baseball.
Scopri cosa ci ha raccontato nel podcast in cima a questa pagina.
Buon ascolto! 

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